Archivio per la categoria 'Uncategorized'

Razzismo, le seconde generazioni s’interrogano sui blog – Internet

«Credo che non vi sia alcuna preoccupazione, nessun pericolo, non la viviamo nel nostro Paese e ritengo che non si viva in Europa l’ipotesi di un Paese razzista, nella maniera più assoluta». È con queste parole tratte dal discorso di insediamento di Renato Schifani alla Camera, che un blogger – nome ‘di battaglia’ NoirPink – inizia un suo discorso contro le radici dell’odio che hanno portato alla morte di Abdul Salam Guibre: 19 anni, un milanese con genitori del Burkina Faso. Secondo NoirPink Schifani ha avuto un bel dire che in Italia non ci sia di che preoccuparsi. Per capire lo scatenarsi della violenza di un padre di 51 e un figlio di 31 anni contro una banda di ragazzi di colore con una timida voglia di provocazione da rubarsi dei dolcetti in un bar – dice – bisognerebbe vedere da dove parte il clima di «caccia alle streghe». «Abbiamo televisioni e giornali che, dopo settimanali e dvd, ormai per vendere copie allegano ogni giorno una buona dose di xenofobia». E allora, dice NoirPink: «Succede che uccidi lo ’straniero’ perché forse è un assassino, succede che stupri la ’straniera’ perché suo fratello forse è uno stupratore…che togli tutto allo straniero perchè temi che voglia togliere tutto a te. E succede che a Milano due italiani-brava-gente uccidano a sprangate un ragazzino di colore e siano poi sommersi dalle dure parole di condanna dei loro stessi mandanti». Girando su siti e blog, si trovano molte reazioni alla morte di Abbo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79020

Karadzic si dichiara non colpevole: questo è un tribunale della Nato

L’ex leader serbo-bosniaco, Radovan Karadzic, si è dichiarato non colpevole, confutando così tutte le accuse del Tribunale penale internazionale dell’Aia. Tuttavia Karadzic s’è rifiutato di depositare la dichiarazione di non colpevolezza, costringendo il giudice Iain Bonomy a farlo per conto suo. L’ex leader serbo-bosniaco non ha risposto alla domanda di colpevolezza posta dal giudice del Tpi, sul primo degli 11 capi di imputazione. Rispettando le normative del Tribunale, Bonomy ha considerato quindi la risposta come un ‘no’. «Rifiuto di pronunciarmi», ha detto Karadzic. Preso atto della risposta, il giudice ha affermato: «In questo caso, conformemente alla procedura, vi dichiaro non colpevole a vostro nome». Calmo e composto, l’uomo che viene accusato tra le altre cose di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità ha accusato il tribunale di essere in realtà «una corte della Nato» il cui scopo è la sua «eliminazione». «Ho smesso di usare un nome falso e ritengo pertanto che tutte le parti dovrebbero fare altrettanto», ha dichiarato l’imputato, arrestato il 21 luglio in Serbia dopo 13 anni di latitanza durante i quali è vissuto sotto falso nome. Karadzic comparirà di nuovo in aula il prossimo 17 settembre alle ore 14.15. È accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78482

Una donna

Com’è bello quando la vita ci smentisce e ci fotte. Quando i castelli di teorie vengono giù con un soffio, come la casa dei tre porcellini. Quando tutte le Cassandre devono ringhiottire le loro profezie, e gli avvoltoi invertire la rotta. Almeno per oggi, con la liberazione di Ingrid Betancourt, tacciano i cantautori del virtuale, i filosofi dell’apocalisse, i poeti del nulla e del mai più. Almeno per oggi hanno vinto le parole. Le parole semplici ma perfette, lontanissime di quel balbettio che ormai ci avevano assegnato come unica competenza. Le parole scritte, e scritte a mano su un foglio di carta per sovrappiù di anacronismo e improbabilità. Le parole intense e colte, vibranti e luccicanti. Quelle che, ci dicevano, non sarebbero mai più tornate a disposizione dell’umanità. E invece eccole, nelle mani e nel cuore di questa donna, magra e forte come un albero. Che in poche pagine ha dimostrato che la coerenza la verità e persino l’emozione, sono ancora moneta corrente. E valgono molto di più del sotterfugio e la miseria morale.Che sono addirittura l’unica moneta davvero spendibile, persino all’inferno. Quando sei prigioniera nella foresta da un tempo infinito, dove la vita non è più vita ma un lugubre spreco di tempo, e, per fortuna, non hai più voglia di niente.Ingrid Betancourt è libera. Perchè qualche coraggioso poliziotto colombiano si è infiltrato nelle Farc, perchè un elicottero dipinto di bianco è atterrato in mezzo alla foresta e un manipolo di uomini che si fingevano guerriglieri, travestiti con le magliette di Che Guevara, ha caricato i prigionieri e li ha portati via.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76840

L’Unione europea boccia la linea dura per il p2p

La Commissione Libertà del Parlamento europeo ha bocciato mercoledì la linea dura contro la pirateria on-line, bloccando due emendamenti che avrebbero permesso agli Stati membri di agire con più decisione contro chi viola il copyright, il diritto d’autore. La votazione è avvenuta nell’ambito della discussione sulla direttiva sull’e-privacy, sulla tutela della privacy nella rete. I due emendamenti, uno del liberale tedesco Alexander Alvaro, relatore del rapporto sulla direttiva, e il popolare francese Patrick Gaubert miravano ad equiparare la tutela del copyright alla lotta al terrorismo ed alla criminalità. Questo escamotage avrebbe permesso agli Stati membri di intraprendere iniziative legislative contro chi pratica la pirateria. Socialisti, verdi, sinistra unitaria ed anche gran parte dei popolari hanno però votato contro, affossando la proposta tedesco – francese. Ma la partita è comunque destinata a riaprirsi in vista della votazione della direttiva sull’e-privacy nell’Assemblea plenaria, in programma in autunno. Proprio la Francia, paese che dal primo luglio assume la Presidenza della Ue, sta per approvare una proposta di legge denominata «Internet e creazione». La legge prevede l’istituzione di un’agenzia, l’Hadopi, Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet, che si occuperà di applicare le sanzioni contro chi scarica file protetti dal diritto d’autore.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76623

Migranti: nuovi sbarchi a Lampedusa: 400 in due giorni

Altro giorno di sbarchi nei mari siciliani. Dopo l´intensa giornata di domenica quando un barcone con numerosi migranti proveniente dalla Libia è sbarcato nell´isola di Lampedusa, lunedì un´altra barca è approdata nelle Pelagie. 82 cittadini migranti sono sbarcati nel porto di Lampedusa dopo essere stati intercettati dai mezzi della Guardia costiera. Sono stati avvistati a bordo di due barconi intercettati dagli uomini della Capitaneria di porto a poche miglia dalla costa, nei pressi di Cala Pisana. Sulla prima imbarcazione c’erano 39 migranti, tra cui 6 donne, mentre sul secondo natante tra i 43 passeggeri c’erano anche 12 donne e 4 minori. Domenica invece Quattro imbarcazioni, con a bordo in totale 242 migranti, sono state intercettate dalla Guardia Costiera, dalla Marina Militare e dalla Finanza: due a largo di Lampedusa, un’altra appena attraccata all’Isola dei Conigli. In mattinata, in tre distinti sbarchi, erano giunti a Lampedusa altri 132 extracomunitari. In tutto, a termine della giornata di domenica, dunque, sono 374 gli extracomunitari destinati al cpa dell’isola. Il primo dei tre è avvenuto a 60 miglia a sud dall´isola siciliana. La nave Fenice della Marina, ha avvistato un’imbarcazione con 80 immigrati, tra i quali 15 donne e 5 minorenni. Trasbordati sulla Fenice hanno fatto rotta verso l’isola. Il secondo verso le 11:00 quando la motovedetta CP 275, ha visto a 50 miglia a sud delle Pelagie una ‘carretta’ del mare con circa 65 persone a bordo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76533

Melanie: «Il Nobel a mia madre Ingrid omaggio a tutti gli ostaggi civili»

«Che meraviglia! Grazie. Grazie, davvero. Non sapete quanto è importante tutto questo». Melanie Delloye Betancourt si apre in un raro sorriso mentre sfoglia le copie de l’Unità in cui campeggia in prima pagina l’appello “Un Nobel per la libertà”. Da sei anni e 110 giorni, era il 23 febbraio 2002, la sua vita è cambiata. E da allora, prima di tutto, lei è la figlia di Ingrid Betancourt. 22 anni, studentessa in sociologia a Parigi, riceverà stasera a Firenze il Premio Galileo destinato a sua madre «per lo straordinario impegno civile e la coraggiosa resistenza». Con quegli occhi grandi e neri, i capelli scuri e lisci sulle spalle la somiglianza con la madre è quasi impressionante. Melanie, ‘l’Unità’ ha lanciato la campagna per il Nobel a sua madre e sono arrivate adesioni da tutto il mondo. Che effetto le fa? «È una cosa molto, molto emozionante. Questa lotta va avanti da tanti anni, le cose sono lente ed è facile dimenticare che mia mamma ed altri ostaggi sono lì. In molti preferiscono rimanere indifferenti. Questa iniziativa è più che importante per far capire che è l’ora di dire basta. Che adesso bisogna fare di tutto perché gli ostaggi tornino a casa. La verità è che sono tutti arrivati al punto che non possono più resistere e questa foto di mia madre (indica la prima pagina de l’Unità, Ndr) lo mostra chiaramente.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76576

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