Non si parla d’altro e il premier soprattutto non pensa ad altro. Nuove intercettazioni incombono, creando allarme sociale in particolare tra massaie, pensionati e coltivatori diretti. Tutti sostengono che nei nuovi nastri Berlusconi direbbe parole ancora più brutte di quelle già note (e perfino di quelle che dice pubblicamente!). Tremiamo solo all’idea. Anche se, personalmente, alle intercettazioni dobbiamo molto. Nel senso che in passato, solo osservando i programmi in onda, avevamo scritto cose (seguite purtroppo da regolari querele) che ora risultano provate e pubblicate nero su bianco dai più grandi giornali. E’ una bella soddisfazione sapere, per esempio, che quell’allegro clima triviale prevalente in tv era effetto diretto del triviale traffico di poltrone e donne che avveniva nella struttura Rai infeudata alla concorrenza. Anzi, a dire la verità, noi non abbiamo mai osato scrivere cose tanto toste quanto quelle che gli intercettati dicevano uno dell’altro. E questo ci dispiace moltissimo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76839