Le proteste si spostano, lungo il trasloco della preghiera. Ancora non si era diffusa la notizia della «road map» concordata fra il prefetto e i vertici lombardi di Forza Italia, e già dalle parti dell’ex Paolo Pini si metteva mano a una reazione decisa: «Ho già scritto a prefetto, sindaco, vicesindaco, e Provincia – ha detto la presidente di Zona, Beatrice Uguccioni del Pd – questa decisione dimostra che si parla senza conoscere le cose. È una scelta decisamente frettolosa».I problemi lamentati dalla Zona 9, Affori-Comasina-Bovisasca, sono simili a quelli già denunciati alla ex Fiera, con l’aggravante di una collocazione più periferica: «Degrado, criminalità, immigrazione, siamo un quartiere-dormitorio, non possono pensare a noi solo per spostare qui i problemi», dice Roberto Rocca.La protesta è trasversale, Rocca è di Forza Italia, ed è il consigliere più votato: cinquecento preferenze alle ultime Comunali. Non ha dubbi: «Fra gli elettori e il mio partito devo scegliere i primi. Questa è una grana, calata dall’alto, senza alcuna concertazione con chi rappresenta più da vicino i cittadini, noi non siamo qui solo per ricevere decisioni prese altrove. Questa è una bella grana, e nessuno la vuole».Rocca domani sera presenterà una mozione contraria in Consiglio di zona: «Quando la leggerò decideremo se votarla», dice la presidente. Secondo lei il trasferimento nell’ex ospedale psichiatrico comporterebbe problemi anche di ordine pratico: «Quei locali – spiega – sono in gran parte occupati da attività socio-assistenziali, e la proprietà è divisa fra tre enti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276457
Il commento La crisi spazza via l’incubo iraniano
Pubblicato Novembre 16, 2008 internet news Lascia un commentoTags: commento, crisi, incubo, iraniano, spazza, via
Uno degli incubi della comunità internazionale era che Israele, con l’assenso più o meno tacito di Bush, approfittasse della fase di transizione della presidenza americana per attaccare le installazioni nucleari iraniane. Ora, questo incubo è pressoché svanito per una serie di ragioni: anzitutto Israele è senza governo e il dimissionario premier Olmert non sarebbe in grado di prendere una decisione così grave; in secondo luogo, gli stessi israeliani si sentono rassicurati dalla decisione del presidente eletto di non consentire all’Iran di diventare una potenza nucleare; infine (se non soprattutto) nelle ultime settimane sono considerevolmente aumentate le speranze di liberarsi, con le elezioni del giugno prossimo, del presidente Ahmadinejad, e di avere presto a Teheran un regime meno aggressivo.Le ragioni di questo improvviso ottimismo sono molteplici. A causa del tonfo del prezzo del greggio, l’Iran incasserà d’ora in avanti 50 miliardi di dollari l’anno in meno e farà un ulteriore passo verso il collasso economico. Ahmadinejad, già sotto accusa per avere sperperato la inattesa bonanza petrolifera degli ultimi due anni, disporrà perciò di meno risorse sia per tenere buono il proprio elettorato, sia per portare avanti il suo programma nucleare, che sta entrando ora nella sua fase più costosa. Già da varie settimane il governo è costretto ad attingere al Fondo di stabilizzazione per coprire il deficit corrente e, se il prezzo del barile resterà così basso, presto rimarrà a secco.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=306398