Si sono chiusi i seggi (alle 19 locali, le 7 in Italia) con una partecipazione record di votanti, nelle elezioni parlamentari di importanza cruciale in Nuova Zelanda. La commissione elettorale riferisce che l’affluenza alle urne nei 2500 seggi istituiti in scuole, chiese e centri comunitari, sta registrando livelli eccezionali, nel paese di 4,1 milioni di abitanti dove il voto non è obbligatorio, e dove tradizionalmente i giovani e i maori risultano fra i più apatici. Si dà per scontato che nel complesso sistema proporzionale misto nessuno dei due partiti maggiori, i laburisti del premier Helen Clark che chiede un quarto mandato, e i nazionali del giovane ex banchiere di investimenti John Key, raggiungerà la maggioranza assoluta. I sondaggi hanno regolarmente dato in vantaggio il partito nazionale di centro-destra, tuttavia una rimonta del Labor dell’ultima ora potrebbe assegnare il ruolo di ago della bilancia al partito maori, che, incoraggiato dalla vittoria di Obama in Usa, si prevede otterrà 4 o 5 seggi, ed è la sola formazione non allineata con uno dei due partiti maggiori: ma il loro sostegno, hanno già detto, «avrà un prezzo», il riconoscimento di diritti tradizionali al territorio e un maggiore controllo sui fondi governativi diretti alla popolazione indigena.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80691