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Indiani-schiavi in un circo: arrestato il proprietario – Interni

Stipendio mensile: 150 euro; orario di lavoro: tutti i giorni dalle sei alla mezzanotte; posto letto: brande stracolme di insetti dentro un camion. Sono le condizioni, da almeno due anni, di sfruttamento di sei cittadini indiani, scoperti dai carabinieri della compagnia di Vibo Valentia e del corpo forestale dello Stato all’interno dell’accampamento del circo appena giunto in città. Il proprietario, Laerte Mavilla, 53 enne residente a Reggio Calabria, è stato arrestato perché ritenuto responsabile di favoreggiamento della permanenza di immigrati clandestini sul territorio nazionale e assunzione di lavoratori in nero. Per gli indiani sono state avviate le procedure di espulsione dallo Stato e di rimpatrio in India per immigrazione clandestina. Il blitz dei carabinieri è scattato alle prime luci dell’alba di sabato. In un attimo, 20 uomini tra militari, unità cinofile del gruppo operativo Calabria, e forestali hanno svegliato tutti gli artisti circensi ancora dentro le roulotte e hanno perquisito tutto l’accampamento. Uno dei clandestini, a quanto accertato, dormiva su un materasso completamente divorato dagli insetti e coperto di spazzatura, accantonato nel cassone di carico di un camion adibito al trasporto del cibo per gli animali. La moglie del proprietario ha inizialmente raccontato ai militari che il marito era partito di notte per la Sicilia e che non sarebbe tornato prima di alcuni giorni. I militari, non convinti della spiegazione, hanno perquisito la roulotte della coppia e hanno trovato l’uomo nascosto sotto il letto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78508

Ditta Marcegaglia, nuovo incidente sul lavoro

Stavolta non è morto, ma poco ci manca. Un’altra volta nello stabilimento del presidente di Confindustria. Nuovo «gravissimo» incidente sul lavoro presso uno stabilimento del gruppo Marcegaglia: un elettricista che stava svolgendo un intervento di manutenzione «è stato inspiegabilmente schiacciato dal magnete di una macchina imballatrice». A renderlo noto un comunicato congiunto di Fiom-Fim-Uilm, nel quale si annuncia che «come prima risposta la fabbrica di Gazoldo rimarrà ferma tutto il giorno» e il 24 giugno si attuerà nel gruppo un’ora di sciopero con assemblee sulla sicurezza da tenere in tutti gli stabilimenti. «È un altro grave incidente – si legge nella nota – oltre al recente infortunio mortale di Casalmaggiore e i due recenti di Ravenna, che, ancora una volta, mette in evidenza tutta la gravità e la serietà del problema sicurezza nel gruppo Marcegaglia». I sindacati ribadiscono la «convinzione che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un problema che va affrontato preventivamente, ascoltando e valorizzando il contributo di tutti a partire dagli Rls e dai lavoratori, per definire le condizioni, individuare le difficoltà, i rischi e gli interventi da adottare». A Gazoldo era presente il coordinamento sindacale nazionale Marcegaglia, proprio per affrontare anche il tema della sicurezza. «È chiaro – conclude la nota – che l’incidente avvenuto questa mattina ci mette nella condizione di riaggiornare al più presto l’incontro con la proprietà e di assumere un atteggiamento che induca tutti a voltar pagina nel gruppo Marcegaglia ed affrontare in termini diversi il problema sicurezza».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76468

Enzensberger: «Amo i perdenti e temo un vincente»

Dopo Edoardo Sanguineti e Luciano Erba, quest’anno è stato il tedesco Hans Magnus Enzensberger a ricevere la «cittadinanza poetica» di Parma. Un’iniziativa che ha coronato il festival Parma Poesia, che chiusosi ieri dopo un’intensa settimana di incontri, reading e dibattiti. La scelta di Enzensberger non poteva essere migliore. Classe 1929, quando nel 1957 esordì con la raccolta poetica Difesa dei lupi, lo scrittore Alfred Andersch lo definì «il giovane arrabbiato che mancava dai tempi di Brecht». Erano, quelle (come anche le successive), poesie caratterizzate da un intenso sperimentalismo linguistico. Ma proprio attraverso la poesia Enzensberger svilupperà, negli anni seguenti, una serrata critica nei confronti della società dell’opluenza e del benessere economico. Negli ultimi anni è spesso tornato a interrogarsi sul ruolo e sul significato della poesia nel mondo contemporaneo, come ha fatto un paio d’anni fa, con leggerezza e ironia, in un aureo libretto scritto insieme con Alfonso Berardinelli e pubblicato da Einaudi: Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo i saggi Il perdente radicale (2007) e il più recente Nel labirinto dell’intelligenza (2008), usciti entrambi da Einaudi. Enzensberger, lei ha più volte sostenuto un’idea «ecumenica» di poesia, forse per togliere a quest’arte quell’aura sacrale che tende ad allontanare le persone.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76577