Municipalizzate, la «casta» romana

I dirigenti delle municipalizzate capitoline hanno tutti la tessera di un club esclusivo e parecchio redditizio. Fanno parte infatti di una vera e propria «casta romana», come l’ha definita ieri Francesco Storace sul suo blog. E a leggere gli stipendi che ciascuno di loro si è messo in tasca alla fine dello scorso anno, benefit esclusi, si capisce facilmente la ragione.A compilare il «dossier compensi» degli amministratori esecutivi delle aziende dipendenti dal Campidoglio ci ha pensato l’Ugl, dopo che la Finanziaria 2007 ha previsto la totale trasparenza per questa come per tutte le altre voci di bilancio delle partecipate dagli enti locali. Andando dunque a spulciare i conti di Atac, Ama, Acea e simili, le sorprese non mancano. Anzitutto si apprende dello stratagemma messo in campo da parecchi soggetti, che si sono fatti assumere con mansioni interne e contratti a tempo indeterminato, percependo cifre extra in aggiunta a quelle previste dal loro ruolo «di nomina», come possono essere un consigliere, un ad o un presidente. E pure nel sistema dei premi fioccano le deroghe alla norma: una delibera del 23 maggio 2007, approvata dalla Giunta Veltroni, stabiliva l’erogazione di indennità di risultato solo in base al raggiungimento di determinati traguardi. Nessuna delle società in questione ha prodotto utili, anzi spesso si è trovata ad annaspare per via dei debiti, ma quei compensi in più sono arrivati ugualmente.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280907

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