Alfredo Malta, è uno di quelli che non si perdeva un discorso di Enrico Berlinguer. E di Giorgio Almirante, «perché dovevo capire come ragionavano dall’altra parte». Poi, in sezione, ore di discussione con i compagni. È uno chef, nella vita e alle Feste de l’Unità. Non se ne perde una, tutta l’estate in giro per l’Italia, a fare volontariato «con i compagni», che adesso si chiamano democratici. È perplesso il democratico Alfredo.«Fatico a capire certi discorsi che di politica ne contengono davvero poca». Sui quotidiani non si parla d’altro che di fondazioni, tesseramenti, Red, correnti, fassiniani, rutelliani, prodiani… «A noi piacerebbe sentir parlare di nuovo di programmi, opposizione, lavoro, occupazione, sociale. Ci piacerebbe tornare a discutere nei circoli, come si faceva nelle sezioni». Fernando Morelli, classe ’52, ha scelto Sd. Ma al grembiule dello stand dell’XI municipio, cucina tradizionale, non ci rinuncia. «Qui sono tutti amici miei, fino a due anni fa eravamo nello stesso partito, condividevamo battaglie, campagne elettorali, discussioni. Per me è naturale fare il volontario alla Festa de l’Unità di Roma, questa è casa mia, sono orgoglioso di stare qui, anche se il Pd non è più il mio partito». La Festa de l’Unità a Roma è sempre stata un appuntamento culturale e politico di primo piano.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76650
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